lunedì 15 agosto 2011

Continuazione...di un racconto di Leonardo




....dov'ero rimasto?...Ah, si: il cane permaloso....Bene, superatolo, in breve, raggiungo il mio posto di lavoro.
Come al solito, non sono puntuale; arrivo sempre un pò prima; molti minuti prima, questa volta....sto proprio invecchiando....Ho il tempo per un caffè al bar di fianco...Non ci crederete: per 23 anni, quando stavo nell'altra azienda, mai, ed intendo -mai- mi sono allontanato per un caffè...Ma questa è una storia dolorosa, per me...potrei dire cattiverie...
Una donna meravigliosa mi aspettava; non l'avevo mai vista prima. Eppure, i clienti, come in ogni piccolo bar che si rispetti, sono quasi sempre gli stessi.
Occhi verde acqua; capelli scuri. Espressione distratta...angelica; indifferenza,...labbra diaboliche...Non m'ha degnato di un sguardo; come fa il cane di prima. Ma io non le avevo fatto niente, sono sicuro...E dire che non m'è mai piaciuto fissare una ragazza; nemmeno da giovane...Ora, potrei dire per non creare imbarazzo: mi credereste...e, un pò, è così....Ma il motivo vero è che l'ho sempre considerata una tattica di conquista...ed un errore madornale far capire subito che ti piace....Se tornassi indietro, spesso, cambierei strategia....
Niente! La fissavo, cercavo i suoi occhi....credo di aver parlato e riso con maggior forza, rispetto al solito...Lei, immobile, alle spalle del barista, pubblicizzave una qualche marca di caffè.
Attaccata al muro, un pò in alto; muta e suadente....non posso giurarlo, ma credo che per un attimo, quando sono entrato, m'ha guardato....Che stupidi scherzi può fare la bellezza....:fulminato da una foto....niente male, per la mia età....
E' ancora presto: sigaretta e sguardo verso il mare....C'è un incrocio: hanno tutti fretta...Il mare è una tentazione....Ci sono tre scuole, a quell'incrocio. Si popola velocemente: i più piccoli escono dalle auto materne, addomesticando un traffico incurante di segnali verticali ed orizzontali. Mezzo addormentati, i cuccioli sembrano vigili volanti....E tante, tante ragazzine....ragazze.....piccole donne...Tutte bellissime, curatissime....come si dice...:tiratissime....La mente torna alla femmina fatale del bar....Si chiamano, si sorridono, si baciano.....E' impossibile non ammirarle, seppure senza alcuna malizia: è una bellezza, un'allegria...un'effervescenza coinvolgente....Per gli altri...; io, parola, guardo solo quelle che mi passano davanti. Non muovo la testa, lo sguardo....come la foto nel bar....E di fronte a me, sul lato opposto dell'incrocio, all'inizio del vialone che scivola dritto ed alberato verso il mare, una ragazza sola. Non posso non osservarla: è precisa davanti al mio sguardo. Non è effervescente; non è, nemmeno, tutta precisina e tirata, come la maggior parte delle altre. E' sola e si capisce che aspetta qualcuno, prima di entrare. Non so come fare per non imbarazzarla...Sembra un pò delusa...un pò triste...Non si pavoneggia...non si piace, pare...Guardo l'orologio, le mie scarpe...il cielo grigio, che minaccia.....
E arriva un lampo. Una luce bianca come la neve pura: un bagliore indescrivibile, come quello dello scontro tempo-spazio nei film di fantascienza...Di un cuore che non può stare solo...e non sa aspettare...e che ti abbraccia; ti inonda di amore per svegliarti, chè un nuovo giorno dev'essere sorseggiato...coccolato.
Era arrivata la sua amica....e sorrideva, sorrideva da farti piangere.....E mi ha guardato....con gli occhi di quel cane; con quelli della dea del bar....dell'animo bello di chi è diverso....
Sarà una bella giornata, ho pensato.....
Leonardo

lunedì 8 agosto 2011

Quel di cui c'è bisogno

Quel di cui c'è bisogno...forse
Non si può pretendere dalla gente che faccia più di quel che fa?...D'accordo.
Dovrebbero essere i partiti i "recettori" del malessere con il compito di tradurlo in soluzioni?...E' vero.
ma i partiti si sono dimostrati sordi a qualunque protesta e proposta di cambiamento...e quindi?
La soluzione l'avevamo sotto gli occhi e non ce n'eravamo accorti!
Tanti movimenti nati nel paese, spontanei, certi di nicchia ma tutti con una forte partecipazione e convinzione dei cittadini. Il movimento 5 stelle ha percepito il punto debole di questi movimenti e cioè si basano tutti sul presupposto che le istituzioni "ascoltino" cosa che nel preambolo abbiamo già visto essere falso. M5S si è dato quindi un'organizzazione e si è presentato alle varie elezioni. Il macroscopico difetto, dal nostro punto di vista, è essere slegato da una tendenza politica, da una scelta di parte cosa che al momento di prendere decisioni peserà come un macigno nel movimento e lo lacererà perchè una scelta, anche se generica, tra destra e sinistra nel nostro animo si fa nel concreto e non solo in teoria.
quindi di cosa c'è bisogno? di una organizzazione di tutti i movimenti spontanei che si riconoscono nei valori della sinistra italiana che possa trovare un proprio coordinatore indipendente (meno guru e urlatore di Grillo) che trasporti la coalizione dei movimenti ad elezioni allo scopo di fare pressione sui partiti di sinistra con un linguaggio che intendono finalmente bene. Una coalizione a termine che non abbia la pretesa di sostituirsi ai partiti ma che sfoderi l'argomento convincente "...più non cambiate più voti vi rubiamo...", in questo ruolo vedrei benissimo un personaggio come Concita De Gregorio. Ragazzi, questa è la mia proposta, non mi sembra neanche campata troppo in aria e realizzabile nel breve termine, non vuole girare le spalle ai nostri partiti di riferimento ma è come lo scappellotto del genitore ai propri figli...è per il loro bene.

domenica 7 agosto 2011

Conversazioni sotto "il Coperchio"

D:
Ciao C., ti invidio quando dici “diamoci da fare noi per darglieli, da qui, dal basso.”, invidio il tuo ottimismo. Ma secondo te fino ad ora che cosa abbiamo tentato di fare ? Parli come un politico. Sono passati tre anni dalle elezioni e adesso dopo aver denunciato con la gestione del Dir. Concita la possibilità di arrivare ad una situazione critica, oggi 5 agosto il PD chiede di ridiscutere la manovra, L’IDV ne presenta una per conto suo, Fli non si capisce nulla, si defilano, SEL con Vendola , probabile leader di una sinistra innovatrice dice che se non fa il “salto importante” si ritira dalla politica. Siamo allo stesso punto di tre anni fa. Nessuna coalizione, maggiore determinazione nella sinistra, ma siamo all’angolo e siamo sempre condizionati da destra e sinistra. Mi dici ora cosa dobbiamo fare ? Se ti racconto la mia esperienza nel circolo PD (8mesi) di Torino, tu inorridisci. Ho fatto alcune proposte scritte, ed essendo un informatico con capacità di analisi di funzioni e processi organizzativi, ho proposto un cambiamento della struttura del circolo con risultati a medio termine (3 mesi). Nessuna risposta, da nessuno. Almeno un lascia perdere. Capisci che ora quello che succede ha una spiegazione, non accade per caso, è mancato il coraggio di fare un cambiamento epocale, dire una sola sinistra (o chiamala come vuoi) in Italia si può fare. (se pensi che il pdl è alleato della lega !!!!!!). Tutto questo senza polemica, ma con molta rabbia e delusione oltre la preoccupazione di quello che può accadere……

C:
Scusa, D., vedo solo ora il papello che mi hai inviato. Devo darti atto che se non sei un eroe, gli somigli abbastanza: otto mesi (in romanesco: me cojoni…) di buona volontà, di impegno, di rinuncia a soluzioni drastiche (i.e. mandare tutto a….). Otto mesi!! Io, invece, analoga esperienza, son durato tre settimane (quattro riunioni): dopo la mia presentazione, sono stato im-me-dia-ta-men-te dirottato sul volontariato. Siccome già lo faccio per conto mio, ho salutato tutti dicendo che, per la verità…, ero lì con la speranza di parlare di politica, indegnamente. Non mi hanno detto né “ai” né “bai”.
Se nelle mie catilinarie ti sembro ottimista, col rischio di cadere nel semplicismo che è parente della superficialità, è a causa del bisogno di contenere nelle poche righe di un post proposte e ragionamenti che richiederebbero spazio e tempi un tantino meno angusti. Ma non demordo, soprattutto in apprezzamento delle tue osservazioni puntuali e garbate.
Io parto dalla constatazione di una voragine: l’assenza di comunicazione tra l’elettorato ed i politici di riferimento. Non nel senso che la comunicazione manca della frequenza e della continuità necessarie, ma che non c’è proprio. Quindi, non c’è INFORMAZIONE. Non è che i nostri politici dedicano troppo poco tempo ad ascoltare i nostri mal di pancia. Ma è che proprio ne ignorano l’esistenza. Credo che la stessa tua (dis)avventura sia una dimostrazione ulteriore. Orbene, se non sono loro a preoccuparsi di riempirla, quella voragine (massì, cosa vuoi che sia, tanto i voti arriveranno sempre, dove vuoi che vadano?), chi altro deve essere se non noi ? E non possiamo farlo con le sollecitazioni, i blog, le lettere al direttore etc. Le manifestazioni? Ma se non sono stati smossi né dal milione di donne il 13 febbraio , né dalle amministrative, né dai referenda, cosa mai li potrà smuovere? Con cosa possiamo far capire loro che devono non riaccostarsi al popolo, ma tornare a far proprie le istanze del popolo?
Fatto un accurato excursus delle risorse a nostra disposizione, ne viene fuori solo una: il voto. Il loro ossigeno, la linfa che li tiene in vita.
Ma come far temere loro in modo credibile che potrebbe venir loro a mancare? Qui mi sono”inventato” ciò che non andava inventato: il “do ut des”, solo leggermente spostato in “do SI des”, cioè non “ti do adesso, affinché tu, dopo, mi dia”, bensì “ti do adesso se (solo a condizione che) ti impegni a darmi”. Quindi, inversione di approccio al rapporto politico: non più i politici che si presentano in fila come in un concorso di miss qualcosa e poi la giuria (gli elettori) sceglie quello buono, il quale una volta eletto, siccome è bravo, sa lui di cosa deve occuparsi e come, per il nostro bene ovviamente; bensì al contrario: noi abbiamo queste necessità e non ne possiamo più, tu aspirante politico te la senti o no di impegnarti a lavorare SEMPRE e INNANZITUTTO per quelle nostre aspettative ? Non te la senti? Avanti un altro.
Ma questo è un discorso che smette di essere puramente ipotetico solo se si trova il sistema di dirglielo tutti insieme, con una voce unica. Fino a ieri era impossibile (ecco la forza del politico rispetto agli elettori), oggi uno strumento, impensato fin a ieri, c’è. E’ la rete. Io penso che valga la pena provare, ma qui arriviamo all’opinione personale. Se tu pensi, D., che questo sia inguaribile ottimismo, posso solo ringraziarti del complimento perché mi fai sentire giovane.
A proposito: se mi dici che parlo come un politico, la mia smodata presunzione me lo fa recepire come un complimento. Ciao, D., un grazie per la tua attenzione.

mercoledì 3 agosto 2011

Luce

Luce
 
Siamo sulla Terra

una sola stella a rischiarare il giorno

eppure da qualche anno c'è nuova luce

luce diversa che non riscalda cose

luce che scalda solo il cuore

è la luce dei tuoi occhi

che è come un giorno d'estate per i miei

dammi la mano stella mia

e dammi un bacio, mio sole, mia poesia.

Mikiciccio

martedì 2 agosto 2011

Lettera "L'onda d'urto sul primo binario"

L'onda d'urto sul primo binario

"L'onda arriva, arriva. Prima del previsto. Questione di mesi, non di anni. Sarà sufficiente andare alla Cup, a settembre, per prenotare un esame. O accorgersi che a scuola i nostri figli a 12 anni appena sanno quello che noi sapevamo già ad 8. O vedere che la badante della porta accanto è stata licenziata, e la nonna, sola, dopo tre giorni, emana uno strano odore, sul pianerottolo. Magari ci capita pure di andare in Comune a chiedere come mai la nonna è da sola, ma i servizi sociali risponderanno che più di un'ora alla settimana non possono andare. O anche andare a fare benzina, e non trovarla, perchè, come già è successo, i benzinai chiudono, per incapacità a reggere, dato che saranno di meno non solo i camions, ma anche le auto, per strada.
Poi, piano piano, mentre alcuni restano lì, immobili, a chiedersi come mai il partito non decide il da fare, ci sarà anche qualcuno che , nello smarrimento generale, qualche attentato lo fa. Qualcosa combina, tanto in Italia, se ci vogliono 30 anni a trovare i mandanti di una strage, ce ne vogliono 60 per trovare gli autori di un piccolo, breve massacro.
Si, la legge elettorale, fondamentale, è sicuro. Per avere qualche chance, almeno una in più di adesso. Che la faccia tizio e sempronio, oppure caio, l'importante è che sappia di farla col consenso di noi, della base, e ci sappiano chiedere almeno il parere. Punto. Altro che primarie. Tizio, caio o sempronio: quale di questi è il più bello, il più fotogenico, il più moderno, il carismatico, insomma? Quel carisma, s'è visto, fa solo dei danni. Cesare insegna, o no ? Sarà un governicchio, di 6 mesi, oppure un governotto, da un anno ? Mah, se noi fossimo uniti, da ora, da domani, da presto, insomma, basterebbe anche un bimestre. Se noi fossimo uniti. Essere uniti non significa mettersi a cincischiare su "chi" è il più simpatico: essere uniti significa scendere in strada, idee chiare, non confuse dai pettegolezzi del gossip, alta la fronte, con un piccolo semplice scopo: rifare la legge, e poi elezioni, sui TEMI, non sui volti. Non ho mai condiviso chi si dichiara soddisfatto del pranzo, appena finito, solo dopo averlo sentito elogiare in tv.
La realtà esiste, e ognuno di noi la vede per bene: basta uscire di casa, dare un'occhiata all'insieme, guardare negli occhi i pensionati ; i giovani disoccupati che come fantasmi si aggirano con la birra in mano, alle 10 di mattina; ascoltare i discorsi delle donne, alla spesa; chiedere al macellaio come va, con le vendite; contare i commercianti che hanno chiuso bottega, nell'ultimo anno, nella propria città ; valutare l' animo di chi, a 30 anni, stìpula un mutuo trentennale, per avere un tetto sul collo, e manco sa se poi, al lavoro, ci resterà abbastanza per potergli far fronte. La realtà esiste: e di questa realtà fanno parte anche i Grillini, i rifondatori, gli anarchici, i qualunquisti, i menefreghisti, ex-sinistri ora leghisti, ex-sinistri ora stanchi del voto, etc etc. Ma la realtà esiste: la sofferenza della gente, di una grande parte della gente, che spesso conosciamo, non la risolveranno costoro, troppo persi a parlarsi addosso, e contro, o pro, a seconda della fase lunare. O della poltrona, dipende... Non c'è nessuno che ci salverà , SE NON NOI STESSI. Come quando si guida, e bisogna arrivare in stazione, e si trova traffico intenso, lavori in corso, autisti prepotenti, pedoni impazienti, e ciclisti ondeggianti: la meta ci aspetta, comunque, e non perderemmo mai tempo prezioso a litigare col primo str...zo di turno, che ci farebbe solo perdere il treno. Sangue freddo, e dritti allo scopo.
Forse tutto questo non c'entra, col tema. Ma coi commenti di ieri, sì.
O forse c'entra anche col tema: per puro fato non ero in stazione, quel 2 agosto 1980: un cambio di turno con un collega. A quell'ora ero solita andare a prendere il caffè, sul primo binario, dato che non c'era stato tempo di far colazione. Quella mattina non c'ero. Tant'è che sono qui. Ma ogni anno non posso mancare a quella manifestazione. Lo so che gli assenti di quest'anno hanno avuto paura. Dei fischi. E lo ammetto, ha ragione La Russa: di loro non sappiamo che farne, qui a Bologna. Abbiamo una dignità , da difendere, ed è stato faticoso, ogni anno, sentirci ripetere che il segreto di stato ha più valore di qualsiasi strage. Lo dicano ad altri, magari in tv, o sui loro giornali. Non a noi.Noi andiamo dritti, per la nostra strada, a prendere il treno. Il nostro treno. Si sente che fischia, ed ormai è al binario. Al primo binario."
Penelope

Lettera "Comandi, signor Capitone!"

Comandi, signor Capitone !

Se mettessimo insieme tutti gli epiteti rivolti a Berlusconi, al suo Governo ed alla Maggioranza Parlamentare che lo appoggia, verrebbe spontaneo pensare a per quale ragione stiano ancora lì ad accettare di subire tante offese e scherni da parte della stampa nazionale ed estera, degli intellettuali, dei critici, dei satirici, della gente comune, che evidenziano il fallimento della loro politica, degli errori commessi, della loro inaffidabilità, della loro nullità. Bastardi, codardi, coglioni, corrotti, ladri, buffoni, cretini, incompetenti, irresponsabili, inesistenti, inquisiti, mangiapane a tradimento, sono alcuni dei giudizi meno pesanti arrivati ai loro orecchi, ma ce ne sono altri ancor più duri e lesivi della loro dignità, non qui menzionabili.
Qualunque cittadino, persona, essere umano, che avesse un minimo di dignità e si sentisse proferire simili improperi da più parti con cognizione di causa, lascerebbe il proprio posto di lavoro per vergogna, per amor proprio, per orgoglio personale o per esaurimento nervoso o per depressione.
Invece, si verifica l’effetto contrario, restano ai loro posti imperterriti, imperturbabili, indifferenti, protervi, come se quei toni minacciosi non fossero riferiti alla loro persona, alla loro onorabilità, ma soltanto al ruolo politico che rivestono, quindi di invidie conseguenti alla lotta politica degli avversari.
Niente da fare, non vogliono ammettere che quel consenso popolare non c’è più, che quel voto ricevuto ha perso di significato, di efficacia, ormai è un voto senza valore. Tra l’altro, come potrebbe ancora avere valore se ogni giorno vengono a galla scandali per tangenti, per corruzioni, per milioni di euro intascati da politici ricattando imprenditori mentre il Paese si impoverisce a vista d’occhio sino a correre il rischio di non rialzarsi più per mancanza di regole, di lavoro, di investimenti, di una guida sicura ed autorevole; lacune e debolezze che danno spazio agli avvoltoi finanziari internazionali per attacchi speculativi che rendono vani gli sforzi dei cittadini i quali sono costretti a subire pugni nello stomaco attraverso manovre finanziarie imposte dal Governo.
Fra Tremonti, ministro dell’economia, e Berlusconi, presidente del Consiglio, -le due figure più rappresentative ed influenti- c’è un latente rapporto conflittuale di predominanza con alcune sfumature. Il primo pensa a tenere i conti in ordine ed a risparmiare, tagliando soprattutto le spese di fitto della casa di chi lo ospita a Roma e distraendosi quando il suo braccio destro ogni tanto “distrae” qualche milione di euro dal bilancio dello Stato mediante appalti gonfiati. Il secondo, invece, non si pone problemi di bilanci anche quando dovessero risultare falsi e distogliendo l’attenzione della sua base elettorale attraverso racconti di storie boccaccesche rivenienti dal Nilo o dall’ Eufrate e nascondendo sotto il lettone di Putin la verità sulla grave crisi in cui lui e Bossi stanno conducendo il Paese: un tunnel senza uno spiraglio di luce, una specie di TAV, veloce veloce verso il baratro.
Un Governo composto da incompetenti, senza un minimo di preparazione professionale nel ruolo che è stato loro assegnato o donato. Chissà quante volte il Presidente della Repubblica si sarà pentito di non aver avuto il coraggio durante il loro giuramento di dire a ciascun ministro ciò che in quel momento stava pensando d’ ognuno di loro. Se l’avesse fatto, avrebbe dimostrato di essere meno diplomatico, meno Statico, meno accondiscendente, ma con due palle grosse quanto quelle del lampadario del Quirinale che avrebbero illuminato l’intero Palazzo e fulminato il proponente.
Dei governi costituiti negli ultimi 20 anni, quello attuale è il peggiore per qualità e per risultati. Berlusconi, forte della maggioranza bulgara conquistata in Parlamento, lo aveva plasmato non sulla base della loro professionalità o competenza o dignità morale, ma perché gente fidata che non lo avrebbe mai tradito e che lo avrebbe assecondato in ogni sua necessità personale.
Nonostante la fuoriuscita di alcuni parlamentari dalla maggioranza, subito tamponata con la campagna acquisti di dicembre scorso, se domani dovessero esplodere altri scandali, non succederebbe nulla di nuovo perché al brusio dell’elettorato, al bisbiglio dell’opposizione, allo scontento della Confindustria, al malcontento degli imprenditori che in mancanza di lavoro denunciano le mazzette, ai rilievi della Comunità Europea, farebbe sempre da barriera, da scudo, la fiducia parlamentare pilotata da Bossi e Berlusconi, un patto d’acciaio per tenere in mano le redini del potere. La loro è una consapevole impudenza di restare al loro posto per fare quanti più affari possibili per il loro tornaconto personale. L’approvazione al Senato del “processo lungo” dimostra quanto non si discostino molto gli intenti dei due di(ro)ttatori d’illegalità. E se dovesse succedere qualche tracollo dell’euro a danno dell’Italia, la colpa ricadrebbe esclusivamente su Tremonti, il re travicello che non ha saputo gestire la crisi economica; lui, il saccente che giudica i ministri scemi e cretini, ma che non ha l’occhio clinico per accorgersi d’avere accanto a sé una sanguisuga, un dracula che succhia sangue dal collo dello Stato. Si sostituirà Tremonti con un’altra Cima tempestosa e la maggioranza arriverà al 2013, trovando in Giulio il capro espiatorio del disastro economico.
Durante la Prima Repubblica bastava poco per far cadere un Governo anche se aveva la maggioranza alla Camera e al Senato, bastava che emergesse il dissenso popolare, bastava una relazione severa del Governatore della Banca d’Italia, bastava la proclamazione di un sciopero generale delle tre sigle sindacali, perché il Governo si dimettesse per indire nuove elezioni.
Questa volta, invece, il Governo è un grande Scoglione, non lo abbatti con le evidenze dei fatti e con la logica, non lo abbatti con le manifestazioni di piazza e con i giudizi negativi della Borsa, non lo abbatti con le sentenze, non lo abbatti nemmeno con le cannonate o i caterpilar, non lo radi al suolo perché hanno fissato i loro piedi a dei paletti di piombo guardasigillati; la posta in palio è troppo alta, la posta in palio è il loro posto dorato nel potere e nei privilegi della politica da difendere ma che è in bilico, quasi tutti i parlamentari si rendono conto che per loro è finita, che la china è vicina, che è l’ultima legislatura avendo dimostrato la loro nullità o inutilità, che la gente ormai li ha conosciuti bene, uno per uno, attraverso il tubo catodico e che non ci sarà più per “loooro” un ulteriore banco di prova.
L’unico banco che sarà loro concesso sarà quello a loro più congeniale, il banco del pesce che dopo tre giorni puzza, figurarsi dopo vent’anni. Quel pesce, di cui il due Capitoni si sono sempre fatto vanto, ormai puzza sin dalla testa: Bossi compiacendosi di averlo sempre duro, tanto che si è ridotto all’osso mostrando il dito medio e Berlusconi di averlo sempre disponibile, fresco e profumatamente ap-pagato.
Salva Tores