venerdì 30 settembre 2011

Aggiornamenti nelle sezioni "Lettere" e "Strane Storie"

Un nuovo racconto nella sezione "Strane Storie" del Contadino della sua terra (Feste e primi Amori) e una nuova lettera nella sezione "Lettere" di Diably (scene di "bassa" padan-i-a).
Buona lettura.

lunedì 26 settembre 2011

Documento riassuntivo della riunione tenuta il 22 settembre 2011

Documento riassuntivo della riunione tenuta il 22 settembre, l'argomento era:

LA LAICITA’ DELLO STATO. E’ opportuno che chi basa il proprio stile di vita e di pensiero principalmente sul suo credo religioso si offra come amministratore di uno Stato che costituzionalmente considera ogni cittadino uguale? O, in altri termini, può un buon credente conciliare la sua fede col compito di legiferare in uno stato laico?

(punto 9 dell'Elenco predisposto dal nostro gruppo nel documento “10 punti per l'estate”)

 E’ tema difficile, oggi forse più di ieri, in tempi come questi dove l’incertezza sociale genera facilmente fanatismo ed integralismo mentre la buona fecondità del “dubbio” rimane il monito troppo poco ascoltato di un vecchio, saggio comunista come Pietro Ingrao. In un’intervista di poco tempo fa Umberto Galimberti ammoniva sulle contraddizioni tra chi, sulla base della sua Fede - in buona fede oppure no - finisce per imporre la propria visione della vita anche a chi questa visione non la condivide; contraddizioni sempre più evidenti in tema di bioetica e difficili da risolvere soprattutto nel maggior partito del centrosinistra che raccoglie anime quasi contrapposte al suo interno. Anche questa è la sfida degli anni a venire, non c’è solo quella economica che comprensibilmente riempie le prime pagine di giornali e telegiornali. Ed è una sfida che ha una valenza attualissima in tema di strategie parlamentari come, ad esempio, l’alleanza tra PD e Casini che avrebbe sicuramente un prezzo salato a cominciare da questo; Parigi ( o Roma ) val bene una messa?
 In Italia, poi, scontiamo la presenza millenaria in casa di una Chiesa cattolica quanto mai invadente negli affari interni del nostro Paese sia parole ma anche nei fatti condizionando politici sia a destra che a sinistra. Che dire, ad esempio, delle coppie di fatto, soprattutto se omosessuali, che attendono da anni una legge che le metta allo stesso livello per i diritti più elementari di quelle benedette o comunque ammesse dal clero? Finché non si risolverà questo verrà meno quel principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” e quel principio di non ingerenza sancito dall’art. 7 che recita “Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. A ben vedere la laicità vera dello Stato sarebbe in fondo un bene per la stessa Chiesa di Cristo, anche se non per quella dell’Istituto per le Opere Religiose.
 Non dovrebbe essere la Costituzione, così chiara nei suoi dettami, la bussola di ogni degno amministratore dello Stato, sempre e comunque? E laicità non significa certo essere contro la religiosità: i padri fondatori della Costituente erano in parte credenti e la nostra è una “magna charta” laica nella sostanza.
 Per carità (e per fede e per speranza, battutaccia per restare in tema), esempi di bravi cattolici che hanno dimostrato di essere buoni servitori dello stato a garanzia di tutti esistono e sono esistiti ( Mario Gozzini, per esempio ), ma sono pur sempre rare eccezioni, davvero troppo rare. Sembra, infatti, che il collateralismo con la Chiesa cattolica abbia assunto via via dimensioni più eclatanti con una destra che, pur di comprarsi indulgenze plenarie per orge e bestemmie contestualizzate, continua con le regalie di privilegi ecclesiastici come l’esenzione dell’ICI anche per gli immobili non ad uso religioso ( come dimostrato bene dall’articolo di Barbara Spinelli sulla Repubblica del 21 settembre dal titolo “Lo strano silenzio della Chiesa”).
 Ma se il comportamento della destra è così clamoroso, rendendo sempre più malato il rapporto tra le due istituzioni, nemmeno quello della sinistra è privo di ambiguità: sembra, ancora richiamando Umberto Galimberti, che il tentativo da far convivere anime antitetiche al suo interno ne comprometta la definizione del programma. Troppi politici che sgomitano per indossare l’abito talare di credenti devoti con atti in pubblico che meriterebbero di essere privati: De Magistris che bacia il sangue di San Gennaro in Duomo (ma San Gennaro non poteva sciogliere le Camere invece del sangue? Scusate la battuta) o D’Alema che, nominato viceconte pontificale, dichiara che il matrimonio fra omosessuali “offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente”. Questi comportamenti ed affermazioni seminano dubbi legittimi sulla laicità delle scelte da affrontare. Lo stesso ideatore di quella Chiesa ammoniva sulla discrezione dei propri sentimenti religiosi dicendo “E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà ” cfr. Matteo 6,5 ). Insomma, per calcolo o per convinzione, anche a sinistra sembra di assistere a una gara ad essere più realisti del re o, meglio, più papisti del Papa.
 Se anche una proposta di semplice buon senso e non certo rivoluzionaria come quella dei DICO del 2007 di Barbara Pollastrini e Rosy Bindi (e diamo atto all’onorevole Bindi della sua onestà intellettuale prima che politica) è fallita miseramente, anche per il fuoco amico, significa che la strada da percorrere in tema di diritti civili è ancora lunga, in salita e che noi siamo davvero “il fanalino di coda in Europa”. Come aspettarsi allora un approccio laico, inteso nel senso di “popolare”, privo di pregiudizi, con un ragionamento che non parta da presupposti aprioristici e non sfoci in prese di posizione immodificabili, in tema di testamento biologico, di ricerca sulle cellule staminali per le malattie rare o di procreazione assistita?
 Non vorremmo equivoci: distinguiamo bene tra Chiesa istituzione e Chiesa intesa come “comunità di credenti”, spesso ben più progressista e laica della prima, anche qui gli esempi in casa nostra sono tanti e di rilievo (il card. Carlo Maria Martini, il vescovo emerito di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi, Don Luigi Ciotti, Don Andrea Gallo, il compianto Padre Ernesto Balducci o a Firenze Don Alessandro Santoro che ha unito in matrimonio religioso due persone solo anagraficamente dello stesso sesso, ma credenti e conviventi da 20 anni). Altre istituzioni, altre Chiese, altre confessioni religiose, pur ben presenti in Italia, non hanno lo stesso atteggiamento della Chiesa cattolica, gli esempi sono molti a cominciare dalla comunità Valdese a quelle induiste, buddiste, ebraiche, animiste e tante altre di pari dignità.
 Il motto evangelico “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” è di una semplicità così disarmante che proprio questa mette in risalto lo scollamento tra l’insegnamento del Nazareno e la disciplina dei suoi discepoli porporati (a proposito, qui ci sta a dovere la citazione della “ leggenda del Grande Inquisitore “ di Dostoevskij).
 La Chiesa fa il suo, è chiaro ed ha tutto il diritto di farlo, liberissima ovviamente di parlare quanto e come vuole, è il suo mestiere, non è questo il punto. Il punto è l’accondiscendenza dei nostri referenti politici, è il “voto di scambio” che vige in Italia da troppo tempo, lo scambio, anche troppo sfacciatamente evidente, è “io promulgo leggi che ti aggradano o che non vadano contro i tuoi dettami e Tu, Chiesa cattolica, mi appoggi politicamente”. Nel “baratto”, squallidamente, non finiscono solo questioni “morali ed umane” ma anche questioni ben più materiali come le innumerevoli sovvenzioni e agevolazioni che il nostro Stato generosamente “elargisce” (8 per mille, esenzione ICI, sovvenzioni alla scuola privata - che in Italia vuol dire per la maggior parte cattolica – e tanti altri esempi). Si può eccepire che è pur sempre una forma di aiuto verso i più poveri e bisognosi visto che la Chiesa ha tra le sue attività anche l'aiuto umanitario ma allora non si spiega perché lo Stato italiano sia quello, tra le grandi economie mondiali, che contribuisce meno con aiuti umanitari internazionali verso gli stati poveri, sorge quindi il legittimo dubbio che tutto questo spirito umanitario nell'aiutare la Chiesa sia così disinteressato.

Il mondo è questo, d’accordo, e con questo dobbiamo fare i conti, compresa piazza San Pietro a poche centinaia di metri da Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama. Ma se i confini politici si sono sfumati tocca ai rappresentanti eletti in nome di tutti e a garanzia di tutti farli rispettare, anche dagli stessi credenti, perché questo è il succo della democrazia.

Il Coperchio

martedì 20 settembre 2011

Riassunto della riunione del 08 settembre 2011

Riassunto della riunione del 08 settembre 2011
A conclusione dell'iniziativa chiamata “10 punti per l'estate”

Nei pochi mesi di esistenza del nostro gruppo è via via aumentata l’impressione di assenza delle opposizioni che sta facendo crescere, alla base dell’elettorato, una forma di insofferenza, che nel gruppo Il Coperchio si è materializzata nel tentativo di risvegliare le energie dei politici di riferimento con una iniziativa basata su una sperimentale “inversione dell’approccio” alla politica. Anziché avere il politico che mi parla delle esigenze del Paese e mi delinea in prospettiva l’azione politica che intende condurre, al fine di avere il mio voto, vogliamo provare a fare l’inverso: poiché io elettore ritengo di avere una visione lucida e diretta dei problemi da affrontare e del loro grado di irrimandabilità, voglio provare ad essere io ad elencare i problemi che ritengo debbano essere i più impellenti e proporli al politico come suo impegno, se gradisce avere il mio voto.
Quindi in una riunione abbiamo cercato di fare una lista, un elenco, di questi punti, dapprima cercando anche di fare una sorta di graduatoria in ordine di urgenza ma, vista l'impossibilità per certi punti di stabilire quale sia il più urgente, si è deciso di classificarli in obiettivi attuabili prima delle elezioni, obiettivi attuabili subito dopo aver vinto le elezioni e obiettivi da attuarsi nell'arco di una legislatura al massimo.
Nasce così l’Elenco del Coperchio, come sintesi dei punti di vista di coloro che si sono interessati, una sintesi basata sull'estrazione dei denominatori comuni ai vari elenchi proposti.
N.B.: Il criterio fondamentale di selezione dei componenti l’Elenco è stato - e sarà - quello di elencare quegli aspetti e problemi il cui persistere impedisce l’uscita del paese dallo stallo attuale, lasciando quindi fuori dall’Elenco i problemi che, quantunque importanti, non presentano tale aspetto patologico..

ELENCO OBIETTIVI da attuarsi da subito
(sono obiettivi raggiungibili da subito con alleanze parlamentari aggregate solo intorno ai punti da attuare):
A) Reperire risorse fiscali dalla lotta all'evasione e non dall'aumento dell'imposizione esistente, accordi e pressioni con ogni mezzo, diplomatico ed economico, con gli stati dei cosiddetti paradisi fiscali per raggiungere il denaro sottratto alla fiscalità nazionale. Altri interventi utili ed attuabili nell'immediato possono essere anche una patrimoniale per patrimoni sopra una certa soglia (2-3 milioni di euro) e la reintroduzione della tassa di successione sempre per patrimoni di consistenza superiore ad una certa soglia (2-3 milioni di euro));
B) Obbligatorietà delle transazioni elettroniche per le ditte, società e autonomi;
C) Adeguamento degli emolumenti parlamentari alla media europea ed abolizione di tutti i vitalizi dei parlamentari per ridare credibilità e rispettabilità;
D) Ineleggibilità di condannati e loro esautorazione dalla carica pubblica;
E) Introduzione di norme NON ad personam sul conflitto di interessi;
Di questi punti il punto A è in assoluto il prioritario essendo lo strumento economico con il quale si possono finanziare i progetti a seguire. Questi punti, poiché ci troviamo in una situazione di emergenza dove sarebbe urgente lavorare di bisturi almeno sui bubboni più grossi, richiedono l’impegno immediato e un'attuazione con assoluta urgenza, da assolversi da qui alla prossima campagna elettorale.

ELENCO OBIETTIVI da attuarsi subito ad inizio legislatura
(sono obiettivi da perseguire fin dall'inizio della prossima legislatura e dovranno comportare ciascuno una strategia, un iter di attuazione, da completarsi all'interno della legislatura stessa):
1) Legge elettorale: Nuova legge ove sia esplicito e fermo il vincolo per cui la nomina dei parlamentari ha luogo unicamente ad opera dell'elettorato con espressa preferenza al candidato;
2) Evasione fiscale: Potenziamento dei mezzi e degli organici della Guardia di Finanza per un controllo più “reale” meno dipendente dagli studi di settore - Inasprimento delle sanzioni - Deducibilità delle spese ammessa solo per pagamenti eseguiti con moneta elettronica o transazione bancaria – incassi sopra una certa soglia e incassi professionisti, ammessi solo in formato elettronico o tracciabile;
3) Riforma del Parlamento: ineleggibilità, o esautorazione dal ruolo, dei condannati in primo grado per reati previsti dal codice penale – Momentanea ineleggibilità per gli indagati o sospensione dai pubblici incarichi - Ineleggibilità per conflitto di interesse - Dimezzamento delle spese per i parlamentari - Ricorso alla fiducia ammessa solo in funzione dell'urgenza del provvedimento e previo nulla-osta della Presidenza della Repubblica – parificazione del vitalizio al sistema contributivo nazionale;
4) Precariato: Disincentivare, aumentandone il costo, il ricorso a quella contrattazione creata per sopperire ad esigenze momentanee e contingenti che con il tempo ha invece dato luogo ad una condizione lavorativa detta "precariato" e, al contempo, limitarne il ricorso a brevi periodi giustificati da picchi di produzione e, sempre, da concordarsi con le parti sociali;
5) Ricostruzione della scuola pubblica e Università: abrogazione di ogni tipo di finanziamento pubblico ad ogni genere di scuola privata dirottandone i fondi verso la scuola pubblica per la ristrutturazione degli edifici e la definitiva assunzione dei precari scolastici;

ELENCO OBIETTIVI da attuarsi entro l'arco di una legislatura
( sono obiettivi di progetti a lungo termine, comunque con avvio e superamento di un no-return-point entro una legislatura):
6) Riforma della Giustizia: Riorganizzazione dei tribunali con impiego massiccio delle soluzioni informatiche più avanzate – adeguamento dell'organico dei tribunali stessi al numero di cause che in essi si trattano annualmente;
7) edilizia residenziale pubblica, con la parte destinata all'assegnazione a riscatto che può essere finanziata all'origine dagli anticipi versati da eventuali futuri assegnatari e con una percentuale fissata dei proventi derivanti dalla patrimoniale;
8) Censimento e bonifica del sistema cooperativo: Tutte le società o cooperative costituite dovranno dimostrare di garantire al socio lavoratore un trattamento salariale non minore a quello normalmente praticato dalle società e verificare sempre l'effettiva esistenza del requisito della “mutualità”, un'apposita Agenzia certificherà e controllerà soprattutto le cooperative che lavorano con il pubblico;
9) Revisione accordi con Santa Sede extra Concordato che coinvolgano uscite di bilancio da parte dello Stato;
10) Riforma del sistema bancario: La possibilità di fare mutui fondiari per prima casa superiori al quindicennio e di praticare il microcredito va riservata ad un Istituto a maggioranza pubblica o totalmente pubblico per liberare le persone “normali” dalle condizioni del "mercato" e legarle ai progetti di politica sociale dello stato.

La fase successiva sarà prender contatto con altri gruppi d’opinione analoghi e proporre l’iniziativa, ovviamente apportando all’Elenco arricchimenti e varianti che venissero proposti nello sviluppo di questi contatti. Tutto grazie a ciò che prima non c’era ed ora c’è: la rete.
Una massa di adesioni sarà una massa di voti superiore con considerazioni statistiche, che avrà bisogno di una sola cosa per essere proposta ai politici: uno o più portavoce di riconosciuto prestigio. Che non potranno mancare se la massa di voti sarà difficilmente ignorabile.

Ovviamente, se funziona , tale “lobby popolare” dovrà mantenere una sua funzione importante anche dopo che il nuovo parlamento sia costituito, come fosse l’assemblea degli azionisti di un’azienda, in grado di chiedere conto periodicamente all’AD della conduzione dell’Azienda e degli scostamenti rispetto a quanto stabilito in partenza all’assegnazione dell’incarico.

Il Coperchio

giovedì 15 settembre 2011

Nuovo Dialogo tra Kaz ed Edmond scritto da Leonardo

-"Allora...? Cos'è successo, Kaz?"

-"Una rissa, Edmond. Sembra che un tale abbia ucciso suo fratello"

-"Sempre la solita, insignificante, ridicola, tragica storia!...Cos'altro hai saputo, Kaz?...Per quale motivo?"

-"Un incidente all'incrocio; piccolo...poi...una parola tira l'altra..".

-"Futili motivi, Kaz! Così diranno, tra qualche secolo, quelli che daranno le notizie...E così commenteranno gli ascoltatori...comodamente seduti a cenare...Scordando quello che hanno fatto durante il giorno..e il giorno prima...tutti i futili motivi che loro stessi stavano per trasformare in tragedia...Scommetto che quello che veniva da sinistra non ha dato la precedenza...; e quello che arrivava da destra s'è ostinato a non fermare il cavallo...".

-"Quando parli così, Edmond, mi fai paura...: che diavolo dici??! Tra qualche secolo??!".

-Stai zitto, Kaz! Io lo so: tanti anni di ingiusta prigionia, e la saggezza dell'abate, mi hanno permesso, ragionandoci su, di estrapolare…..di disegnare il futuro...
E' come se io venissi da lì...del resto, Kaz, non cambierà poi molto...Nessuno che capisca mai che, indipendentemente dalla direzione da cui si proviene....dalle leggi scritte...; codici, li chiameranno,....non si deve correre....In Inghilterra, tanto per fare un esempio, avrebbe avuto ragione il fratello che proveniva da sinistra...e, probabilmente, sarebbe morto l'assassino....
La vuoi sapere una cosa, Kaz??! Non c’è mai stata, né mai ci sarà, un’epoca che rispetti, veramente, la vita umana; la persona comune che non chiede altro che di poter vivere la propria fulminea vita in santa pace…Si dirà, sempre, che la società, le leggi, gli uomini dei secoli passati erano barbari, ingiusti; bui. Questa parola è, è stata, e sarà, una delle più, ingiustamente, abusata: come una specie di maleficio cosmico, che ti fa lamentare per tutto e di tutto, ma che ti fa accettare, con gioia falsa e dolorosa, la tua condizione. La fortuna di non essere nato, e vissuto, in un secolo buio…..Ma la luce si sposta in avanti….questa, almeno, è la nostra illusione….
Ma…mi stai seguendo, Kaz?”.

-“Io pendo dalle tue….brache. Ma non ho capito niente!....Dove vuoi arrivare?!?”.

-“ Lo sapevo! Cosa puoi aspettarti da….una parte senza cervello….Stai attento, per favore: vedrò di farti capire la contraddizione del genere umano….; ho detto –attento-…non -attenti!- . Ritorna pure....sul riposo!”.

-“Credevo avessi visto la Mercèdés….”.

-“T’avviso io; stà tranquillo. Dunque: avrai sentito dire, spesso, che la vera molla che fa muovere l’umanità è l’amore. E’ vero, Kaz! E’ proprio così…e non per come la intendi tu…Io, per esempio, per amore della libertà…della giustizia…; per amore della mia donna. Della mia famiglia…di un amico….Sarei disposto a tutto! Potrei anche uccidere….; potrei fare di più…e peggio… Potrei infliggere ai miei nemici le peggiori sofferenze; perché il loro dolore fosse d’esempio per tutti quelli che intendessero comportarsi allo stesso modo…Che avessero intenzione di fare del male a me o ad i miei cari….Arriverei a torturarli; a straziare i loro corpi…..le loro anime nere. Circoscriverei la malerba, annientando, sterminando….giustiziando i loro parenti…i loro discendenti. Appiccherei il fuoco alle loro dimore; alle loro città…ai boschi, possibili vie di fuga. Scatenerei una guerra; l’inferno sulla Terra…..
Questo è l’amore…la molla che muove tutto….
Hai capito, Kaz??”.

“Insomma….io non credo di essere tanto buono, Edmond….”

Matteo in un racconto di Leonardo

Voi non conoscete Matteo.
E come potreste….
Non l’ ho mai fatto per nessuno, ma, un giorno, vi chiederò di ospitarlo, qua, nel gruppo.
La prima volta che l’ho visto aveva otto giorni. Ora ha 14 mesi; praticamente, mi conosce da sempre…
Di solito, resto incantato dalle bambine; anche se, è inutile che lo neghi, dati i tempi, mi trattengo dalla voglia di esternare la meraviglia e la commozione che destano in me….ogni volta….ogni volta di più…
Sono più effervescenti; più grandi….ad ogni età.
Ma Matteo è uno che se la cava; mi ha conquistato dal primo incontro.
E’ una specie di batuffolo biondo…ti guarisce tutti i graffi….ti disinfetta il futuro…
Non l’ho mai visto piangere. E’ forte, duro….vorresti morderlo tutto.
Potresti lasciarlo solo, in autostrada: se la caverebbe.
Somiglia molto ad un suo zio; Franchino, mio amico d’infanzia. Stessi occhi, colori; stessa pelle. Stessa mimica….Franco Franchi, lo chiamavo…..Stesso cuore. Troppo grande per un universo solo.
Stamattina, è entrato in braccio al nonno. Un po’ mogio; non col sorriso malandrino di sempre….come quando veniva con la nonna…
Ha sollevato il braccio per salutarmi, come si saluta un treno; ed aprendo e chiudendo la manina, per dirmi ciao.
Non mi sono avvicinato: non servono parole, a volte, per capire…Ha apprezzato; lo so, che ha apprezzato…..mi ha regalato un microscopico frammento d’immortalità; di gioia molecolare, atomica.
Han fatto presto: niente moine. Ognuno al suo posto, come se non ci conoscessimo: ho dovuto trattenermi, ricorrere alla ridicola forza che ho, per non prenderlo in braccio. Per non stringerlo forte.
L’ingresso è un’immensa vetrata cinematografica che mi permette di assistere ad una rappresentazione non stop. Nei pressi della porta, si vede il cielo: se volti lo sguardo a sinistra, il mare.
Con la busta in una mano, e lui nell’altro braccio, il nonno, giovane, non riusciva ad aprire. Matteo s’è voltato verso di me, chiamato dal silenzio del mio sguardo grato. Ha alzato ancora il braccio; ma senza agitarlo. Ha tenuto chiusa la manina, sollevando solo l’indice…..
“Lo sai che da poche settimane ho un anno?...Sapessi che bella festa….E come era bella la mia nonnina..
Mi ha fatto giocare tanto; mi ha sporcato tutto il vestitino nuovo di rossetto…Ti ha mai baciato, la mia nonnina…?... Ha una bocca così buona…!
Io capivo che era stanca; pallida….Avrei voluto che si riposasse un po’…Ma niente! Incredibile….Aveva un’energia di bambina….E quante foto…Non ci crederai, ma non ho visto mai un amore così….Eppure, adesso ho più di un anno….Mi ricordo di tante feste…
Ma questo ditino alzato non è per dirti che sono grande…Questo, lo pensa il nonno…
Non mi piace per niente che vogliano io debba fare come gli altri…. -ciao… ho uno, o due, o tre, anni….guarda le scarpette nuove….-….
Ti sto indicando il cielo….
E’ lì, adesso, la mia nonnina… ora non si vede, perché c’è il sole. Ma la notte, quando ho gli occhi chiusi, ritorna sempre da me….lei lo sa che sono piccolo; e che, qualche volta, ho paura del buio…e mi dà tanti baci…”
La porta si apre; il nonno si volta, per salutare ancora.
Vede il ditino…: “…sta dicendo che ha un anno….non spiccica ancora una parola….”.
“….Lo dice lei…..che non spiccica….”, ho pensato….
E Matteo mi ha salvato….
Leonardo

martedì 6 settembre 2011

A chi vuol partecipare...

Nel Gruppo stiamo compilando una lista di 10 punti programmatici che un partito di centro-sinistra dovrebbe riconoscere come irrinunciabili ed urgenti da attuare.
Vi invito ad esporre i vostri come commento a questo post e la prossima settimana vedremo quanti gruppi ed organizzazioni concorderanno e si riconosceranno in questa "lista delle priorità".

Appello!

Abbiamo tutti il cervello quagliato. 
Non sappiamo più che pesci prendere ed uno scoramento ci prende perché la storia sta andando troppo per le lunghe. Questo Sig. Dott. Cav. On.le Presidente del Consiglio continua a governare nonostante le evidenti discrepanze insite nella persona. Una persona, un uomo, plurimiliardario, il che non è una colpa, ma plurimplicato in processi, plurinvischiato in squallide vicende boccaccesche, pluriprotetto da leggi che lo esimono dall’essere giudicato, si trova ad occupare una poltrona di prestigio senza averne le qualità. Si trova a rivestire la 4^ carica più alta dello Stato in un momento di grave crisi economica mondiale che richiede nervi saldi e preparazione professionale, in un momento in cui i mercati hanno individuato nell’Italia un paese vulnerabile da attaccare per specularci sopra non solo come guadagno ma anche come imposizione di regole da rispettare o da subire, con un Governo che non è in grado di mettere su una manovra economica decente e convincente per bloccare la speculazione e navigare in acque più tranquille.

Il Presidente Napolitano ha invitato ancora una volta tutti i partiti, compresa l’opposizione, ad approvare in fretta e furia, senza tentennamenti e boicottaggi (col rischio però di combinare un pastrocchio, un pateracchio), la manovra in Parlamento per evitare il tracollo. Ma il Presidente della Repubblica, nella sua frase sibillina in cui esprime il concetto che lui non può intervenire sul Governo sino a quando in Parlamento c’è una maggioranza che lo sostiene, fa intendere che, se potesse, manderebbe a casa Berlusconi e compagnia bella per incapacità a gestire la drammaticità del momento. Evidentemente gli stanno arrivando pressioni da più parti (Confindustria, Sindacati Cittadini), soprattutto dalla Comunità Europea che mal sopporta una gestione allegra del bilancio dello Stato italiano. Il Governo italiano ribalta la patata bollente e pretende –forse anche sotto forma ricattatoria- che sia la Banca Centrale Europea a sobbarcarsi l’onere e a farsi carico di sottoscrivere tutti i titoli che il mercato non acquista e che il Tesoro Italiano è costretto ad emettere ogni 15 giorni per pagare interessi e capitale scaduti ai suoi creditori. La BCE è indotta a farlo perché, se crolla l’Italia, rischia di crollare per effetto domino la moneta dell’Euro nel suo insieme coinvolgendo tutti i Paesi della Comunità con gravi ripercussioni anche in Germania e Francia che sono gli Stati meglio messi in quanto la loro economia tira e non sono oberati da pesanti deficit di bilancio pubblico.

In mezzo a tutto questo guazzabuglio il cittadino italiano che fa ? A parte i giornali d’opposizione o indipendenti che ogni giorno riportano notizie drammatiche della situazione, pare che nel Paese tutto funzioni in quanto non si avvertono scossoni o reazioni. Sarà stato il periodo delle ferie, del caldo sole estivo, umido ed afoso, certo è che se non si fosse mossa la Camusso, segretario generale della CGIL, a proclamare per il 6 settembre una giornata di sciopero generale, qui avremmo continuato tutti a sventolarci la faccia ed il pisello. La Camusso ha dovuto convincere persino il maggior partito di opposizione a darle una mano per appoggiare lo sciopero generale boicottato dalla Cisl e dalla Uil.

Ma è mai possibile che noi italiani siamo diventati così bastardi, codardi, indifferenti, ma soprattutto “deleganti”, quello cioè di delegare gli altri a fare qualcosa per noi, per poi magari beneficiare dei risultati o per criticarne il fallimento.

Italiani, la misura è colma, svegliamoci dal letargo e diamoci da fare. Non c’è più tempo di stare a guardare, scendiamo in piazza e mandiamo ad Antigua Berlusconi. Altrimenti avrebbe davvero ragione lui quando dice che siamo un Paese di merda.

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