martedì 25 ottobre 2011

Primarie ed Alleanze

Documento riassuntivo della riunione del gruppo “Il Coperchio” tenutasi il 19 ottobre

 L'argomento all'apparenza semplice ha suscitato una gran quantità di commenti e discussioni con pareri apparentemente diversi ma, una volta posati coltelli e forconi ci si è accorti che riassumere tutta la discussione in pochi punti risultava molto più semplice di quanto fosse prevedibile e tutto si può sintetizzare così:
  • Le primarie; soprattutto di coalizione, sono uno strumento essenziale per un giusto ricambio e per meglio agganciarsi alle preferenze della base a condizione di estenderne l'applicazione anche fino ai collegi, quando la legge elettorale permetterà di scegliere;
  • Il programma; la percezione comune è che del programma non si sappia nulla o quasi anche se i vari partiti ne hanno in qualche modo pubblicizzato il contenuto nei loro vari siti istituzionali. I rappresentanti di partito nelle loro apparizioni mediatiche non si adoperano a sufficienza a divulgare i progetti, le manovre ed i provvedimenti che si prenderebbero. Ma questo difetto di comunicazione, che alcuni maliziosamente suppongono voluto, porta a leggere nelle manovre strategiche della sinistra solo accordi poco trasparenti e una generale fumosità; e questa sensazione di scarsa limpidezza è la causa prima della disaffezione in atto da tempo di tanta parte dell'elettorato di sinistra. Chiarezza sui programmi, trasparenza degli accordi, certezza degli obbiettivi; si sente la mancanza di tutto questo e la conseguenza si riflette sull'ultimo punto;
  • Le Alleanze; non si capisce come si possa parlare fattivamente di alleanze quando bisognerebbe partire da un programma condivisibile e da questo cercare alleati per realizzarlo. La sensazione è che si faccia il percorso contrario, si forza la scelta degli alleati senza guardare quanta parte del programma si riesca a condividere con essi.

Ripetiamo, se tutto questo sono sensazioni sbagliate ed i realtà i nostri partiti di riferimento stanno facendo tutto ma proprio tutto nel verso giusto allora c'è qualcosa che non va nell'efficacia della loro comunicazione.
Si ha voglia di trasparenza, di programmi chiari e realizzabili, di partecipazione, di condivisione, di onestà, di correttezza, di permeabilità alle idee.
Il Coperchio

domenica 16 ottobre 2011

Indignati a Roma "Commenti in diretta"

Pubblichiamo un estratto dei commenti postati nello spazio del nostro gruppo di discussione durante la manifestazione che si seguiva in diretta. Speriamo che dia la misura e le vere sensazioni che dei veri "indignati" hanno provato assistendo ai fatti di Roma.

Nina: io sto seguendo su repubblica TV, fanno la diretta a tratti. Su Sky tg24 immagini in diretta. Stanno isolando i black bloc...o almeno cercando ... provocatori!
Gaspare: rainews la sta trasmettendo in diretta!!!
Sabrina: ...sono state attaccate pure 2 troupe dai black...
...
Sabrina: hanno scelto piazza San Giovanni come luogo degli scontri. la nostra piazza. vergogna!
Valentina: e così i "cattivi" siamo sempre noi...
Susanna: I ragazzi pacifici non si fermano.....stanno andando in piazza San Giovanni. Alcuni hanno trovato riparo nel vicariato che ha aperto i cancelli per offrire un riparo...
Sabrina: non ci devono andare in piazza! è una trappola
Leonardo: Il corteo ha ricevuto l'autorizzazione per deviare verso il Circo Massimo vista l'impraticabilità di Piazza San Giovanni
Susanna: Meno male.....
Leonardo: Perché i violenti hanno la mano libera?
Susanna: Perché è stato tutto calcolato??
Valentina: perché devono sottolineare il fatto che chi manifesta è cattivo e violento. stasera sentirai ai tg che a manifestare erano pochi uomini mandati dai centri sociali di sinistra a demolire la città eterna e basta. Come sempre.
Leonardo: ....vengono distrutte le vetrine e la polizia guarda...semmai fanno le gare di velocità in mezzo alla gente con le camionette...
Susanna: Corradino Mineo, poco fa su Rainews ha fatto un lungo commento ineccepibile. Splendido.
Leonardo: che ha detto?
Susanna: Ha parlato chiaro: Attacchi ai pacifici, ignorare i provocatori, innescare reazioni... ho sentito quello che era giusto sentire.
Guido: .... le provocazioni sono sempre progettate programmate, per incolpare gli avversari politici. Per il potere siamo i loro nemici. Chi è la potere ha sempre organizzato delle provocazioni violente e terroristiche...per incolpare gli innocenti. ...
Susanna: Pannella cacciato dal corteo al grido di "VENDUTO!"
Leonardo: c'è un ferito grave fra i manifestanti...
Sabrina:  più di uno e 30 tra i poliziotti...due carabinieri hanno rischiato di essere arsi dentro il loro blindato...
Leonardo: si ma le molotov le spranghe e le bombe carta dove le avevano? nascoste nel giubbotto? Forse una spranga puoi trovarla magati distruggendo qualcosa, o rubando un tondino di ferro a un cantiere (boh)....ma una molotov per strada io nn l'ho mai trovata una bomba carta idem...
Maurizio: sto guardando la diretta su rai news...a quella manifestazione c'è anche mio figlio...
Susanna: Ti capisco, Maurizio. Nel luglio 2001, mio figlio era a Genova......
Sabrina: sky sta facendo un' ottima diretta...dice che erano attrezzati militarmente...
Susanna: ...Non hanno mai fermato e identificato uno dei cosiddetti black-bloc...
Sabrina: è un disastro... nessuna telecamera sulla manifestazione. solo su piazza S.Giovanni in fiamme.
Leonardo: San Giovanni, cariche di allegerimento della polizia contro manifestanti a mani alzate...
Susanna: Un disastro...
Concetta: non è la prima volta che questi provocatori si presentano armati, è già successo...vi ricordate quando in una strada già blindata hanno trovato un furgone pieno di armi...non mi ricordo in che occasione ...
Sabrina: ...è successo a Roma. sempre a Roma...
Sabrina: e adesso polizia e guardia di finanza usano gli idranti
Diego: Temo che la manifestazione sia rovinata. Purtroppo una minoranza ha rovinato tutto.
Nina: una minoranza con molti santi in paradiso. Non ci credo che possano far degenerare una manifestazione se non c'e' la volontà di alzare la tensione
Diego: sono d'accordo, ma non sarà quello che i tg racconteranno. Sarà l'ennesa occasione per denigrare un movimento importante. Domani si parlerà solo di quei 4 imbecilli...
Maurizio: ...4 provocatori di m... nemmeno la scalfiscono la manifestazione... se poi non si vuole imparare... da dopo Genova è necesario un servizio d'ordine!
Lorenzo: prima di spaccare, si guardano attorno e solo se la polizia non è lì cominciano a spaccare e quando la polizia arriva smettono. Non fa una piega. Resterebbe solo da spiegare com facciano - SEMPRE! - a nascondere le spranghe e a togliersi caschi e bavagli in pochi secondi, ma non sottilizziamo, via...Quel che dovremmo chiederci e chiedere sino allo sfinimento è un'altra cosa: perché in manifestazioni di tali dimensioni, le forze dell'ordine non infiltrino mai (MAI!) qualche centinaio di agenti col compito di bloccare un po' di questi eroi per portarli in gattabuia e poi farceli conoscere. Almeno si eviterebbero tutti quei danni. Ed i facinirosi saprebbero una volta per tutte di non poter avere, in futuro, vita facile. E' con questa domanda ripetuta in tutte le salse che bisognerebbe chiedere le dimissioni di Maroni.
Ringo: Parlano di 2500 "infiltrati". 2500 è un numero importante, per forza organizzato da tempo. Possibile che nessuno ne sapesse nulla? Maroni deve rispondere anche di questo
Leonardo: Il sito di Repubblica parla di 20 fermati, di cui 12 in stato di arresto....sembrano un po' pochi...
Lorenzo: come risultato ha i connotati di un "tanto per gradire". Mio nonno diceva: se non è zero è parente di zero...
...
Questa la nostra personale telecronaca, come hanno vissuto quei momenti persone indignate per bene che avrebbero voluto essere a Roma a manifestare. I violenti mettono continuamente un bavaglio alle ragioni legittime della brava gente che ha voglia di discutere e ragionare per il bene e il futuro del nostro Paese, nel resto del mondo non è andata così come a Roma...domandiamoci perché.
Il Coperchio



mercoledì 12 ottobre 2011

Nuova Sezione "Leggi ad personam" e non. Da ELIMINARE il prima possibile

Pubblichiamo questa nuova sezione "leggi ad personam" e non, da ELIMINARE il prima possibile dove cerchiamo di raccogliere le leggi emanate con uno scopo diverso da quello dell'interesse generale.
Ci rendiamo conto che i diritti acquisiti è difficile che si possano cambiare.

martedì 11 ottobre 2011

Quel fascino ambiguo da dirigente…

Documento riassuntivo della riunione tenuta il 06 ottobre, l'argomento era:
La Selezione dei Gruppi Dirigenti. Un problema attuale edi prospettiva...e ancora...Il popolo della sinistra è libero dagli effetti della fascinazione? Per le candidature si cercano visi più che contenuti; visi fotogenici, telegenici. Altrimenti si cercano persone note: del mondo della cultura, del cinema, dello sport. Persone di successo, altro elemento di fascinazione. Siamo autonomi, esenti da forme di ipnosi?

Quel fascino ambiguo da dirigente…Quale sia la ragione per cui noi, popolo non più sovrano, restiamo “sedotti” da un dirigente e infastiditi da un altro … ancora la storia non dice. Di sicuro 30 anni di fascinazioni televisive hanno avuto un peso, e di sicuro la scarsa capacità di analisi critica maturata nello stesso periodo, per l’eccessiva esposizione video-mediatica, ha fatto il resto.
Resterebbe da capire però come mai un popolo sedicente di sinistra resti ammaliato dalle sirene esattamente -o quasi- come quello di destra. L’importanza del progetto, delle priorità e delle idee, però, potrebbe essere una via di uscita utile per eludere la malìa subìta ma non condivisa. Forse le primarie hanno proprio – tra gli altri – lo scopo di riportare a valore iniziale l’importante compito di ristabilire con equità le priorità e le attese di una base oramai inascoltata.
Dribblando lo scoglio delle apparenze e degli “strasse” nei talk-show. In questo senso , riconoscendo a Concita De Gregorio una capacità non solo “espressiva” e “formale” di condurre battaglie … e nonostante gli ostacoli frapposti da una dirigenza nazionale non troppo convinta dalle capacità della stella nascente, si potrebbe anche pensare ad un suo coinvolgimento diretto in politica, ove a Lei fosse gradita l’opzione. Tra l’altro, una certa pressione esercitata sul e dal web allo scopo di proporla all’attenzione dei dirigenti … potrebbe fare la differenza: riconoscendo che il rapporto tra elettorato e partito potrebbe anche essere recuperato attraverso il nuovo strumento, internet. Il quale, però … non da tutta la base è frequentato. Anzi. Un punto di mediazione accettabile potrebbe essere la somma dei voti ottenuti nelle primarie a quelli ottenuti via web, toccando in tal modo percentuali di voto mai raggiunte fino ad ora. Ma , data l’enorme quantità di votanti che non legge giornali né frequenta il web, e poiché il pubblico si forma opinione SOLO attraverso il Tv (esponendosi passivo ad una fascinazione coartata dalla inesistente pluralità editoriale) una sana reazione potrebbe essere l’antico modello: presenziare con costanza non solo periodica la base, la gente, così come tanti leghisti hanno saputo fare in tempi non troppo antichi.
A meno che il tema della fascinazione non sia tanto attuale per una ragione molto più … sottile: manca alla dirigenza nazionale quella competenza che, da sola, saprebbe riassumere in sé le attenzioni di molto popolo. Forse, insomma, si diviene sensibili al fascino tanto più quanto più làtitano o deficiano preparazione politica e competenza personale.
Il carisma diviene insomma fondamentale e dirimente laddove mancano idee, progetti e capacità. Resta da comprendere ai più il motivo per cui calibri del tipo Sergio Cofferati o Enrico Rossi debbano essere così poco valorizzati, all’ interno di un partito in piena crisi di identità e di dirigenza.
Le primarie, pertanto, paiono essere il solo strumento in grado di ridare voce ad una base sofferente e ignorata dalla propria dirigenza: forse sono anche il solo modo di ricreare un percorso democratico in un tempo -e in un paese- paralizzato da una crisi totale di valori. Ma ostinatamente ancorato ad ampie, diffuse, dolorose consuetudini all’ inciucio oligarchico.
il Coperchio

martedì 4 ottobre 2011

Lettera di Ida "La finanza e il Lavoro"

La finanza e il Lavoro
La vertenza Fiat ha chiarito la reale situazione; Marchionne non ha lavorato per un rilancio della produttività. Con l’azzeramento dei diritti sindacali ha svolto il ruolo di rassicurazione nei confronti di investitori globali. Siamo oltre il classico conflitto tra capitale e lavoro, una nuova dimensione tra profitto e rendita finanziaria. I sacrifici richiesti ai lavoratori, non si giustificano con la necessità di produzione, il lavoro è solo l’oggetto su cui scaricare la pressione finanziaria. Fino a quando il mercato e la rendita finanziaria continuerà a essere considerato come unico diritto inalienabile, fuori da ogni regola, il lavoro sarà sempre più sottopagato, tassato e flessibile. Oggi non si fa più profitto, facendo impresa, producendo beni, ma garantire una rendita finanziaria e parassitaria. Licenziare mille operai, fa guadagnare non perché risparmi mille stipendi, ma perche hai un rialzo in borsa. Poco importa se non riesci più a produrre, se calano le vendite, perché questo ti permette di avere un’ulteriore rendita finanziaria senza il rischio d’impresa. Dopo la crisi finanziaria del 2008, erano tutti a dire che bisogna mettere regole al mercato, la crisi non c’è sta per finire, è già finita, è passata. In realtà la crisi non è ancora iniziata, stà dando i suoi primi frutti.
Istituzioni e organismi composti da esperti di mercato, operano come giudici nelle questioni economiche, si collocano al di sopra delle regole e del controllo popolare di qualsiasi paese e in tal modo assicurano la supremazia del capitale finanziario. Questo modo di procedere viene presentato come un processo naturale e inevitabile che andrebbe a vantaggio di tutti. In realtà si tratta di un colossale colpo di stato. Il mercato in pratica rende illegale tutte le norme e i regolamenti che lo limitano. Il mercato rappresenta la fine delle salvaguardie democratiche, per quanto imperfette la popolazione era riuscita ad ottenere con la lotta in campo politico e sindacale di tante generazioni.
Secondo gli accordi del libero scambio, oggi qualsiasi servizio pubblico potrebbe essere eliminato, perché provoca una perdita di opportunità al mercato. Gli ospedali pubblici potrebbero essere accusati di togliere mercato al privato. Le scuole, le biblioteche pubbliche, i diritti dei cittadini, gli interessi dei cittadini la vita stessa dei cittadini, sono colpevoli di togliere opportunità al mercato. La sanità pubblica, leggi che cercano di proteggere l’ambiente, creano barriere al libero mercato. Il libero mercato è un mostro senza testa, fagocita tutto distrugge tutto, lascia miseria e macerie. Non è a assecondarlo che si combatte. La lotta contro il libero mercato è la lotta per il diritto alla democrazia e alla vita. 
Ida Becchi