venerdì 21 settembre 2012

L’ira funesta contro la politica

Ci sono giorni in cui ti sembra di stare in un mortorio, silenzio assoluto di notizie salvo le solite previsioni del tempo, lo spread che sale o scende di dieci punti, le patate che sono aumentate di 20 centesimi al chilo, la morte di un centinaio di persone in Siria, il suicidio di una donna che si è buttata giù dal balcone colpita dal virus della depressione, la morte di vecchiaia di qualche scrittore o attore, mai che appaia in prima pagina la morte di un politico.

Non è che la dipartita di un politico induca per forza all’esultanza, dipende dal politico che diparte. Io non sono di parte però devo ammettere con tutta sincerità che se qualche personaggio della politica dovesse andarsene al Creatore io la prenderei come una buona notizia, andrei di corsa al suo funerale per applaudire non come avviene quando si celebrano le esequie di un soldato ucciso in Afghanistan, ma con un applauso a piene mani di gioia e di soddisfazione perché soltanto la morte ha la capacità di strappare dalle poltrone del Parlamento certi personaggi che si sono attaccati la poltrona al culo con l’Attak come se il culo, il membro, lo stomaco, le mascelle, l’encefalo e la poltrona costituissero un corpo unico. Quando un politico viene trombato, bisogna ricorrere ad un segaiolo per staccargli il culo dalla poltrona nella quale avevano messo radici le ragadi, l’emorroidi e le fistole.

Perché tanto odio nei confronti dei politici? Che cosa ci ha portati al rigetto di questa politica ? La risposta è molto semplice: le misure adottate dal governo per combattere la crisi economica. I politici avrebbero potuto continuare ad aumentarsi le giubbanze, ad incrementarsi i privilegi, ad organizzare festini a luci rosse o maialate varie, avrebbero potuto tranquillamente continuato a rubare milioni di euro come hanno fatto i Lusi, i Belsito e i Fiorito. Ma questi non sono altro che tre capri espiatori, sconosciuti all’opinione pubblica, saliti alla ribalta perché hanno rubato in modo esagerato senza alcun limite alla decenza, messi a gestire le casse dei partiti con un’unica avvertenza: “Mangia tu, ma facci mangiare tutti, però in galera ci vai tu, per cui ti autorizziamo a mangiare a sbafo”, tanto che l’ultimo pappone ha raggiunto i 170 chili di peso, merda più merda meno. Naturalmente i partiti si fingono scandalizzati ma in realtà sapevano già tutto avendo lasciato loro carta bianca nella gestione del danaro che lo Stato aveva erogato a fiumi ai partiti.

Ma le facce dei Lusi, Belsito e Fiorito ispiravano tanta fiducia ai segretari dei partiti ? Chiunque incontrandoli per strada avrebbe messo le mani al proprio portafoglio per proteggerlo da uno scippo. Invece i marpioni della politica li vedevano come dei ragionieri seri e responsabili al di sopra di ogni sospetto.
Ma non perdiamoci in rabbiose considerazioni e torniamo al tema. Dicevamo che gli italiani avrebbero anche potuto soprassedere agli scandali quotidiani dei politici essendo stato assimilato il concetto che in quell’ambiente la corruzione e le ruberie rientrano nella norma.

Ciò che ha toccato i nervi scoperti dei cittadini scatenando rabbia ed odio contro la classe politica è stata l’esasperazione nel vedere la casta riempirsi le garze d’ogni ben di Dio mentre la povera gente è stata subissata di tasse, riduzione di pensioni, aumento del prezzo di beni di consumo e servizi come carburanti, luce, gas, sanità, ecc., chiusura delle fabbriche e disoccupazione, insomma una serie di ripercussioni negative catapultatesi nel paese che hanno scatenato l’antipolitica.

In conclusione, la politica è morta ma i politici continuano a vivere beatamente come se nulla fosse, facendo ricadere la morte della politica alla Magistratura che sta troppo dietro ai politici a contare tutti i peli del culo.

Salva Tores

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