martedì 12 marzo 2013

Riuscirà il M5S a sostituirsi al PdL per trasformare il PD?

Riuscirà il M5S a sostituirsi al PdL per trasformare il PD?

Dopo appena pochi minuti dal comunicato dei giudici che avevano respinto il legittimo impedimento nei confronti di Berlusconi, i vari scudieri Ciquit, Alphone, Gasparrof, Lupacchiot e Santropè si sono precipitati in televisione per gridare alla persecuzione della magistratura contro un essere infermo, malaticcio, non vedente, che ha subito l’umiliazione di una visita fiscale da parte di medici che gli hanno aperto gli occhi, alla stregua di un lavoratore sfalzino, per verificare se fosse un ammalato autentico o immaginario. Alla fine è risultata più una Molierite (“Il malato immaginario” di Moliere) che una congiuntivite. Più precisamente gli è stata riscontrata una uveite riveniente non da una sbornia di Brunello o di bionde, ma forse da una esposizione del volto ai raggi ultravioletti per apparire bello ed abbronzato come Obama e farsi eleggere Presidente della Repubblica. Non contenti, tutti i deputati del Cavaliere sono saliti in Tribunale raggiungendo con tono minaccioso la porta della Boccassini la quale, appena li ha visti, ha esclamato: “Finalmente avete deciso di farvi processare tutti insieme con una class-processon !”.

Nel vedere quelle facce labbrobriose, orribilmente sfigurate dalla rabbia per il loro capo sottoposto a vivisezione giudiziaria per accumulo di rinvii che hanno raggiunto l’en plein con le dichiarazioni spontanee del pentito De Gregorio, mi sono detto che Bersani almeno per una cosa merita di essere apprezzato: aver dichiarato con forza e convinzione che non ci sarà mai una intesa fra PD ed il PdL. Naturalmente si riferiva al futuro immediato perché in passato spesso hanno stretto accordi di non farsi del male reciprocamente. Quegli accordi sottobanco fra i due maggiori partiti, benedetti da Berlusconi e D’Alema, avevano fatto acquisire abitudini nel PD lontani dal sentire della sua base elettorale. Approvare con il PdL leggi sciuè-sciuè, presentare scontrini fiscali per farsi rimborsare barattoli di Nutella attraverso rimborsi elettorali, promettere e non mantenere lo smantellamento delle province, fingere di essere d’accordo sulla riduzione di parlamentari e di loro emolumenti, alla fine ha fatto pagare un prezzo abbastanza alto al Partito Democratico che era partito con una vittoria in tasca ma che era arrivato con le pive nel sacco.

Quindi il PdL aveva provato a trasformare il PD in un partito d’affari coinvolgendolo nei vizi tipici della destra e ci era riuscito in quanto le varie cariatidi dell’apparato si sentivano a loro agio nella gestione del potere anche se stavano all’opposizione. Erano convinti che non sarebbero mai stati scaraventati fuori dal partito in quanto stretti da un vincolo di solidarietà reciproca con il povero Bersani a fare la parte del brav’uomo. Cosicché il PD anziché fare una campagna elettorale contro il PdL accusandolo dei tantissimi scandali commessi nelle varie Regioni, Province e Comuni, ha preferito non smuovere troppo le acque putride per non essere accusato della stessa cosa.
Dopo il risultato elettorale che ha fatto esplodere il Movimento Cinque Stelle, Bersani e Compagni si sono trovati con il culo scoperto; si sono all’improvviso svegliati dalla loro posizione di sicurezza e spavalderia rendendosi conto che la loro base elettorale li aveva ormai abbandonati non provando più alcuna emozione ideologica. Adesso il PD vorrebbe correre ai ripari promettendo di rinnovare il partito e di fare cose di sinistra. Nel contempo chiede al movimento di Grillo di unirsi al PD per fare 4-5-8 cose insieme. Ma il M5S non crede alle promesse di Bersani e compagni, per troppo tempo il PD ha convissuto con il PdL per meritare fiducia.

Grillo ha praticamente invitato Bersani ed il PD a farsi da parte perché, così com’è attualmente messo, non ispira fiducia. In tale empasse la cosa più logica -per il M5S- è di tornare a votare. Nel frattempo Bersani si convinca che nessuno crede più alle facili promesse: prima cambia il PD e poi ne parliamo. Forse il M5S riuscirà nell’impresa di trasformare il PD in un vero partito di sinistra, tonico e con…vincente.
Sava Tores

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