venerdì 29 marzo 2013

Si può legiferare senza Governo?

Cerco di fare e farmi chiarezza sulla questione sollevata dal M5S sulla possibilità di legiferare "senza un governo".
- primo punto fermo che deve essere molto chiaro, è impossibile promulgare alcuna legge se non è controfirmata dal Presidente del Consiglio per l'art. 89 (http://www.governo.it/Governo/Costituzione/2_titolo2.html) della Costituzione.
- secondo punto fermo è che nel sistema italiano non è previsto che si rimanga senza Governo. L'artificio che si adotta è che le dimissioni del Governo si accettano ma verbalmente e il decreto vero e proprio si firmerà solo al momento della nomina del nuovo.
Con questi due punti fermi si può iniziare ad esaminare la questione non banale.
Il fatto che in Italia il Governo dimissionario svolga solo incarichi ordinari è una prassi non codificata e farebbe quindi pensare che il Presidente del Consiglio non possa controfirmare nuove leggi del Parlamento da promulgare non essendo certo atti ordinari d'amministrazione ma quest'ostacolo non è previsto né da articoli della Costituzione né da articoli di legge ordinaria, è una prassi appunto.
A questo punto si potrebbe ipotizzare che per legge e per la nostra Costituzione il Governo abbia oggettivamente pieni poteri fino al subentro del nuovo; si scarta a priori che un Governo sfiduciato non sia legittimato ai sensi dell.art 94 (http://www.governo.it/Governo/Costituzione/2_titolo3.html) della Costituzione in quanto non potrebbe certo operare nemmeno per atti di normale amministrazione cosa che storicamente, con il trucco richiamato al secondo punto, si fa accadere.
Quindi in questo momento un Governo c'è e potrebbe operare pienamente come pienamente, a questo punto, potrebbe operare il Parlamento cominciando a legiferare, per esempio, varando i punti di Bersani.
Problema di cui Grillo non tiene conto, o non vuol far vedere che ci sia.
Se un Governo c'è e può operare per controfirmare le nuove leggi del Parlamento, può anche operare con gli altri atti di straordinaria amministrazione come decreti legge per riforme varie.
Si capisce subito che a questo punto si avrebbe la situazione di un Parlamento che legifera in una direzione ed un Governo che potrebbe operare, volendo, nella direzione contraria o comunque diversa essendo espressione di una maggioranza diversa.
La mia opinione è che quindi è si possibile temporaneamente continuare con il Governo esistente ma che ci si troverebbe di fronte ad un "incastro" istituzionale e legislativo diabolico avendo due organi della Stato legiferanti espressione di maggioranze diverse e quindi con volontà ed obiettivi diversi.
Spero di essere stato utile e chiaro.
Mikiciccio

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