Ci Rappresenterebbero Bene

In questo momento non ci sentiamo rappresentati in modo adeguato dai partiti della sinistra.
Per questo abbiamo formato una lista di personaggi che "ci rappresenterebbero bene".
Ai primi venti, circa, di questi personaggi faremo sapere poi quanto sono apprezzati e che un gruppo di persone, speriamo molte, confida in loro per proporre a livello politico una rinascita della sinistra bisognosa di ritrovare se stessa.
A destra trovate il sondaggio dove potete votare i venti secondo voi più adeguati al compito, selezionate cliccando sulle caselle poi cliccate il tasto "voto", finito di votare verranno mostrati i risultati.



ILLUSTRIAMO IL PROGETTO
La crisi di rappresentatività del PD è giunta al diapason nella giornata di oggi 17.4.2012, col voto favorevole a maggioranza bulgara per l'introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio, voto favorevole dato una-cum il centro e la destra.
Viene sancito che molti elettori ancora in forse, sino a ieri, se confermare idealmente la propria fiducia al PD vanno ad ingrossare le file dei delusi.
Nasce perciò il problema del nuovo destinatario del voto alle prossime elezioni.
In tali circostanze, le alternative sono quelle di sempre.
1) Accostarsi ad un partito che abbia sinora fatto un'opposizione, dentro o fuori del parlamento, abbastanza credibile.
2) Ritirarsi sul proprio Aventino disertando le urne.
Restano vicini al partito, quantunque contrariati e delusi, elettori che ritengono di poter migliorare o cambiare radicalmente il partito dal suo interno, i quali si propongono di
3) Partecipare a gruppi di lavoro che si prefiggono di migliorare la vita democratica all'interno del PD
4) Propugnare la decapitazione dei vertici del partito in favore di elementi che ciascuno trova più affidabili.
Optare per un partito diverso comporta fare buon viso a cattivo gioco: se il PD era il “mio” partito, vuol dire che ad altri partiti viciniori mancava qualcosa di importante oppure hanno qualcosa di non marginale che non digerisco. In ogni caso è un escamotage, non una soluzione, con un tasso di provvisorietà molto alto.
Non votare è una non-soluzione per giunta foriera di vantaggi per lo schieramento avverso. Da sempre.
Cercare la via per migliorare dall'interno al vita del partito ha lo svantaggio di essere qualcosa di più difficoltoso della costituzione di un nuovo partito, avendo in più la palla al piede di dover affrontare avversità interne da parte delle posizioni di spicco consolidate.
Nel Coperchio è stata concepita l'idea di far nascere dal basso, convogliando i voti di tutti delusi che non si sentono rappresentati, un partito-specchio che si presenti come quel PD da cui vorremmo essere rappresentati. Cioè come dovrebbe essere ma non è il PD in cui credevamo.
I personaggi e i programmi.
Un partito è fatto di persone, ma non persone qualsiasi, bensì capaci di aggregare consenso.
Ma le persone non bastano, da sole fanno solo aggregazione, sodalizio. Occorre una lista di azioni da compiere, di obiettivi da perseguire. Cioè un programma.
Le persone che si riuniscono attorno ad un programma hanno una connotazione di partito.

I personaggi, per adunare consenso devono avere notorietà sufficiente e sufficientemente diffusa sul territorio nazionale, per il semplice ed irrinunciabile motivo che non si può proporre ad elettori sparsi nel Paese un persona di eccellente valore ma non conosciuta: non c'è nulla che generi consenso all'atto della proposta, della segnalazione.
Per ottenere una lista di personaggi che è lecito presumere che possano rappresentare noi elettori di sinistra, è stato adottato nel coperchio un sistema originale, ma semplice ed efficace. Stilata una bozza di lista contenente nominativi di personaggi di chiara fama a livello nazionale, non compromessi nella vita dei partiti, i componenti del gruppo sono stati invitati ad apportare liberamente varianti ed aggiunte, in modo da arrivare ad un elenco che fosse un primordiale denominator comune su cui esercitare un referendum interno, invitando ciascun componente del coperchio a indicare venti di quei personaggi.
Personaggi ai quali proporre di entrare in politica per rappresentarci. Non come membri di un partito esistente (assurdo cercare di farli accettare p. es. al PD), ma come membri fondatori di un partito progressista o laburista o come altrimenti si voglia chiamare, che si proponga una serie di obiettivi, cioè un programma.
Tale programma non puo' essere fornito da noi della base, altrimenti i personaggi interpellati sarebbero per noi non dei politici-guida ma degli incaricati e basta, incaricati di fare quel che diciamo noi. Cioè il partito lo facciamo noi del Coperchio ed ai “famosi” chiediamo di “mettere la faccia”, con la loro notorietà. Ma allora non sarebbe necessario scegliere “personaggi di cui noi di sinistra possiamo attendibilmente fidarci come politici”. Cioè si stravolge il criterio-base.
Quindi il programmi - così come la scelta di altri personaggi che arricchiscano la compagine – va lasciato in toto a loro, una volta che abbiano accettato di rappresentarci.
Se li abbiamo selezionati per affidabilità, dobbiamo fidarci.

Quelli che saranno interessati si premureranno di mettersi in contato per iniziare a costruire il movimento, in completa autonomia anche rispetto a noi autori della proposta. Non dovremo guidare nessuno: se avremo puntato sulle persone giusta, sapranno essere autonomi da subito.

Il consenso.
E' ovvio che per fare la proposta a questi personaggi, contando che possano prenderla in considerazione, sarà necessario offrire la certezza o la buona probabilità di un consenso sufficientemente vasto, non certo limitato ai quasi settanta del Coperchio: per far questo non abbiamo che la rete, di cui sfruttare le potenzialità presentando l'idea al maggior numero possibile di gruppi le cui connotazione sia sufficientemente vicina alla nostra.
Nella fare la proposta ai vari gruppi che popolano la rete , bisognerà marcare bene le condizioni fondamentali: nell'aggiungere personaggi che si ritiene posano far parte della lista (se si arriva a quaranta o cinquanta, purché rappresentativi e conosciuti, siamo sempre nei limiti del gestibile), badare che si tratti di personaggi NOTI A LIVELLO NAZIONALE perché li si possa proporre agli elettori di tutt'Italia e possibilmente non impegnati nei partiti attuali. Non sarebbe possibile estrarre un denominatore comune da una lista che comprenda qualche migliaio di bravissime persone note la cui notorietà sia ristretta al solo ambito regionale o locale, in quanto improponibili in partenza agli elettori di tutto il resto d'Ialia, che non avrebbero alcun modo di valutarle.
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