Giardini di dentro

PATAGONIA

Brulla, la Patagonia,
che strana madre brulla!
Ciuffi di rame e d’oro
che ti dicono “Andiamo
vieni anche tu”, “Ma dove?”
“Perché lo vuoi sapere?
Noi no, non lo sappiamo,
non c’è mai stato, il dove.
Vieni con noi, che aspetti?
A star fermi si muore.
Noi siamo nati fermi
ma il vento ci vuol bene
e ci porta lontano
lungo i giorni e le notti”.

Saziarsi d’infinito,
questo è la Patagonia,
e l’aria non è aria,
è solamente vento,
non scorre sulla pelle,
ma ti traversa il corpo,
come fossi un arbusto.

E’ così che il cuore mio
se n’è volato via
strappato da quel vento,
che l’ha adagiato,
lieve,in un oblio perenne.

Cosa avrò mai perduto?
Ghirlande non finite
e lune ansiose e mute,
sorrisi dall'odore
di mela appena colta,
sguardi colmi di sole
tremolante nell'acqua,
il rosa ed il turchese
del mare di settembre,
cattiverie piccine,
vergogne sigillate
e sassi aguzzi lasciati
dentro l’esausto petto,
per ferirmi nel tempo.
Lo so, non era molto,
e poca la bellezza.
Lo so, però era tutto
quel che m’apparteneva.

Io t’ho seminato,
povero vecchio cuore,
nel ventre generoso
di una madre immensa,
carezzato per sempre
dal vento che non cessa.
Così t’ho seminato
e tu non fiorirai,
lo so, non fiorirai.

Chef
2012, Aprile



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L'ultimo sguardo
...
e poi, alla fine, c'è quello sguardo
in uno sguardo ci si scambia una vita
una vita vissuta insieme
e sta tutta lì
in un singolo sguardo
uno sguardo che poi ritorna
come una persecuzione che non ti fa dormire
una vita intera in uno sguardo
...
il tormento e la fortuna di aver vissuto quell'ultimo sguardo

mikiciccio
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Il mito ebraico che racconta come Adamo ed Eva,
per avere goduto del gioco della mela.
Avrebbero condannato l'umanità a partorire con dolore e a lavorare con sudore.
La coscienza colpevole ossessiona la miseria individuale.
Come una vergogna mai sazia del piacere amaro di distruggersi.
Ogni destino porta in sé la punizione per non essere abbastanza amato;
di non rinunciare alla gratuità dei desideri.
Non ci sono per niente e per nessuno.
Non sono una misura di buona o cattiva condotta.

Fuori da l'esperienza sessuale,
(dove ciascuno si istruisce da sé.)
Quale altro sapere conoscete voi?
Quanti testi imparati a memoria, regole ripetute faticosamente,
cronologie e teoremi impregnati di dissimulate incitazioni
all'obbedienza,
al comando,
al rispetto.
Non aspettatevi da me un impegno, non aspettatevi niente.
Non ci sono per niente e per nessuno.
Non sono una regola di condotta.
Io non sono niente nei vostri calcoli, non contante su di me.
Un sogno, un ricordo fuggente, un'impressione,
una gioia fugace, una carezza piena di emozione,
ecco cosa voglio essere in tutta la sua lucida trasparenza.

Ida Becchi

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Si faceva sempre più buio nella piccola stanza.
Il cielo si addensavano nuvole da temporale.
Si sentiva già tuonare in lontananza.
Ho sempre avuto freddo.
Fino a quando risale il mio ricordo.
Soprattutto qui, allo stomaco.
Ti sei vista allo specchio?
Sei una vecchia piena di paure, che presto morirà.
Ma io ho tutta la vita davanti a me.
E la verità è che mi sono fatta troppi riguardi.
È così che si diventa crudeli senza volerlo.

Il vento aveva cominciato a levarsi tra gli alberi.
Non esiste niente che si chiami giusto o sbagliato.
Tu hai un dannato bisogno di essere viva, di esistere, far parte della vita.
Un sogno, una nostalgia o forse un’attesa,
un timore, dove l’orrido non è mai esplicitato.
Posso continuare all’infinito a descrivere le tonalità e i colori,
non arriveremo a capo di niente.

Piove.

Ida Becchi

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Pulvis et umbra

L'autunno è alle porte: già qualche foglia ingiallita trema al vento e l'uva schiava pende dai tralci e va maturando.

L'estate che finisce regala giornate di sole.

Sono le ultime. Ma passano rapidamente.

Di tutte le stagioni della vita perdute che cosa rimane?

Non c'è da sperare che si fermi quel guastafeste del tempo e non c'è da illudersi che soltanto per noi non arrivi mai la fine, se siamo polvere, se le ombre ci attendono, se il nome, il ricordo, la tomba con il tempo svaniscono.

Ma adesso che c'è il sole e l'aria è buona, consola sdraiarsi sull'erba, riposare sotto i rami dell'olmo, ascoltare la sorgente che bisbiglia la sua nenia per addormentarci in quest'ora del pomeriggio che sonnecchia.

Umberto Zanetti


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il silenzio del cuore

a volte fa rumore
quanto un nuovo amore

esplode in petto arriva in gola
ti dice che la tua vita non sarà più sola

a volte è muto
e non capisci cosa sia accaduto

in silenzio attende
una vita che riprende

a volte è morto
e non te ne sei accorto

sei in piedi e vedi tutto
ma il tuo cuore si è spento con un lutto.

Mikiciccio

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Luce

Siamo sulla Terra

una sola stella a rischiarare il giorno

eppure da qualche anno c'è nuova luce

luce diversa che non riscalda cose

luce che scalda solo il cuore

è la luce dei tuoi occhi

che è come un giorno d'estate per i miei

dammi la mano stella mia

e dammi un bacio, mio sole, mia poesia.

Mikiciccio

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Termopile
(idealmente dedicata a chi ha dato la vita per la lotta alla mafia in Sicilia)

Onore a quanti nella loro vita

decisero difese di Termopile.

Mai dal loro dovere essi recedono;

in ogni azione equilibrati e giusti,

con dolore, peraltro, e compassione;

se ricchi, generosi; anche nel poco

generosi, se poveri; solerti

a soccorrere gli altri più che possono,

capaci solo della verità,

senza neppure odiare i mentitori.

E di più grande onore son degni

se prevedono(e molti lo prevedono)

che spunterà da ultimo un Efialte

e i Persiani, alla fine, passeranno.

Traduzione di Filippo Maria Pontani

Postato da Michelangelo

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Un libro che acquistai qualche anno fa. Letto solo qualche frammento. Mi è ricapitato fra le mani poco fa. L'autore ha sofferto di schizofrenia

"Fiore voglio rinascere"

P. Rossi 1997-2005

Negli occhi avevi come una notte e una voce
e nella lotta, a sera, dei sussurri mi hai vinto.
Veramente il destino è turbato da un fiore,
uscito chissà donde e come e casualmente,
dal suo chiuso sonno tra rugiade si sveglia,
da tacito sogno passando ad altro sogno.
Né leggi crudeli né il loro giogo possono
impedire del tutto che spuntino i garofani (...)
"Lettera" di Tudor Arghezi da "Foglie"
Prefazione di Erri de Luca

Postato da Michelangelo

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Io ,

non ho più voglia di parole ,

ma di silenzio

voglio riempirmi ,

di una rinnovata alba nuova.

Voglio riempirmi di silenzi

di uccelli , silenzi di fiori ,

silenzi di cieli azzurri ,

silenzi di vento primaverile

essi non mentono , sono così!

E ci sono sempre!

Susanna Costanza